Martin: Ehi, quello cos'è?
Quint: Quale?
Martin: Quello lì, sul braccio.
Quint: Ah, era un tatuaggio ma l'ho fatto cancellare.
Matt: Non me lo dire, non me lo dire! C'era scritto ""Mamma""! Che cos'è? Che cos'è?
Quint: Se ci tieni a saperlo, c'era scritto ""Corazzata Indianapolis"".
Matt : Tu eri sull'Indianapolis?
Martin: E cos'è capitato?
Quint: Un sommergibile giapponese ci mise due siluri dentro la pancia. Stavamo tornando dall'isola di Tinian a Leyte, avevamo portato la bomba, quella che scoppiò a Hiroshima. Millecento uomini finirono in mare. La nave affondò in dodici minuti. Il primo squalo si fece vivo dopo una mezz'ora, un tigre, di quattro metri. Sai da cosa lo capisci quanto è grande uno squalo quando sei in acqua? Dalla distanza fra la pinna dorsale e la coda. Noi non lo sapevamo, ma la nostra missione era talmente segreta che non era stato neanche lanciato l'S.O.S! Per una settimana non dissero che eravamo spariti. Insomma alle prime luci cominciarono ad arrivare gli squali. Noi ci eravamo riuniti in gruppi stretti, una specie di quei quadrati delle battaglie, quelli che si vedono nelle stampe della battaglia di Waterloo. L'idea era che quando uno squalo si avvicinava ad un uomo, quello si metteva ad agitare l'acqua e urlare a squarciagola! Qualche volta lo squalo se ne va, ma qualche volta non se ne va per niente. Ti fissa dritto negli occhi... Sai che hanno di strano gli squali? Hanno degli occhi senza vita, sono palle nere senza luce dentro. E quando uno ti si avvicina non credi neanche che sia vivo... finché non ti morde. Quelle palle nere iniziano a roteare e poi, ad un tratto senti un urlo acutissimo e terribile. E l'acqua intorno diventa rossa. E in mezzo a quella schiuma e a quel casino ti arrivano tutti addosso! E cominciano a farti a pezzi... Insomma, quella prima mattina perdemmo cento uomini. Non so quanti fossero, forse mille squali, si mangiavano una media di sei uomini ogni ora. Quel giovedì mattina capitai accanto a un mio amico, un certo Robinson, di Cleveland. Ex giocatore di Baseball. Era il nostromo. Credevo che dormisse. Allungai un braccio per svegliarlo. Lui si capovolse come una specie di trottola galleggiante. Era a metà. Eh, sì. Se l'erano mangiato vivo dalla cintola in giù. A metà del quinto giorno un Lockheed Ventura ci avvistò, passò a bassa quota e ci vide. Era un pilota giovane, molto più giovane del signor Hooper. Comunque ci avvistò e venne a guardare. Tre ore dopo arrivò finalmente una nave appoggio che cominciò a raccoglierci. E vi giuro che quello fu il momento in cui ebbi più paura, mentre aspettavo il mio turno. Non mi metterò mai più un salvagente addosso. Insomma, eravamo finiti in mare in più di mille, ne uscimmo in trecentosedici, gli altri li avevano mangiati gli squali. Era il 29 giugno del '45. Comunque, avevamo consegnato la bomba!
- Lo squalo (film)
Martin: Ehi, quello cos'è?
Quint: Quale?
Martin: Quello lì, sul braccio.
Quint: Ah, era un tatuaggio ma l'ho fatto cancellare.
Matt: Non me lo dire, non me lo dire! C'era scritto ""Mamma""! Che cos'è? Che cos'è?
Quint: Se ci tieni a saperlo, c'era scritto ""Corazzata Indianapolis"".
Matt : Tu eri sull'Indianapolis?
Martin: E cos'è capitato?
Quint: Un sommergibile giapponese ci mise due siluri dentro la pancia. Stavamo tornando dall'isola di Tinian a Leyte, avevamo portato la bomba, quella che scoppiò a Hiroshima. Millecento uomini finirono in mare. La nave affondò in dodici minuti. Il primo squalo si fece vivo dopo una mezz'ora, un tigre, di quattro metri. Sai da cosa lo capisci quanto è grande uno squalo quando sei in acqua? Dalla distanza fra la pinna dorsale e la coda. Noi non lo sapevamo, ma la nostra missione era talmente segreta che non era stato neanche lanciato l'S.O.S! Per una settimana non dissero che eravamo spariti. Insomma alle prime luci cominciarono ad arrivare gli squali. Noi ci eravamo riuniti in gruppi stretti, una specie di quei quadrati delle battaglie, quelli che si vedono nelle stampe della battaglia di Waterloo. L'idea era che quando uno squalo si avvicinava ad un uomo, quello si metteva ad agitare l'acqua e urlare a squarciagola! Qualche volta lo squalo se ne va, ma qualche volta non se ne va per niente. Ti fissa dritto negli occhi... Sai che hanno di strano gli squali? Hanno degli occhi senza vita, sono palle nere senza luce dentro. E quando uno ti si avvicina non credi neanche che sia vivo... finché non ti morde. Quelle palle nere iniziano a roteare e poi, ad un tratto senti un urlo acutissimo e terribile. E l'acqua intorno diventa rossa. E in mezzo a quella schiuma e a quel casino ti arrivano tutti addosso! E cominciano a farti a pezzi... Insomma, quella prima mattina perdemmo cento uomini. Non so quanti fossero, forse mille squali, si mangiavano una media di sei uomini ogni ora. Quel giovedì mattina capitai accanto a un mio amico, un certo Robinson, di Cleveland. Ex giocatore di Baseball. Era il nostromo. Credevo che dormisse. Allungai un braccio per svegliarlo. Lui si capovolse come una specie di trottola galleggiante. Era a metà. Eh, sì. Se l'erano mangiato vivo dalla cintola in giù. A metà del quinto giorno un Lockheed Ventura ci avvistò, passò a bassa quota e ci vide. Era un pilota giovane, molto più giovane del signor Hooper. Comunque ci avvistò e venne a guardare. Tre ore dopo arrivò finalmente una nave appoggio che cominciò a raccoglierci. E vi giuro che quello fu il momento in cui ebbi più paura, mentre aspettavo il mio turno. Non mi metterò mai più un salvagente addosso. Insomma, eravamo finiti in mare in più di mille, ne uscimmo in trecentosedici, gli altri li avevano mangiati gli squali. Era il 29 giugno del '45. Comunque, avevamo consegnato la bomba!
- Lo squalo (film)