“Michele: Senti, che lavoro, me n'ero dimenticato, che lavoro fai?”
“Michele: Senti, che lavoro, me n'ero dimenticato, che lavoro fai?”
“Michele: Senti, che lavoro, me n'ero dimenticato, che lavoro fai?”
“Michele: Piangi, eh? Piangi forte, piangi parecchio! Così andiamo uno pari con quello mio dell'altro giorno, eh... Piccola, perché piangi? Perché sono un grande artista?”
“Michele: Mi andava di fare l'amore con te.”
“Vito: Dovevo nasce' cent'anni fa, nel 1848. Le barricate a Lipsia. A ventidue anni avevo già fatto la Comune di Parigi. Adesso, impiegato parastatale, con tutti i colleghi che passano tutte le ferie a seguire tutti i festival dell'Unità, con i balletti della Moldavia e con le ciocie importate dall'Ungheria. Gino Paoli, Pinocchio, Mike Bongiorno, Marilyn Monroe, Altafini, Gianni Morandi, Gianni Rivera. Hanno avuto una funzione negli anni '60. Ma che stiamo facendo? Ma che sta succedendo? Ma quando vedremo il sole? Sto male, c'ho pure freddo.”
“Cliente del bar: Gli offri un dito e si pigliano tutto il braccio, questa è la vera verità! Noi italiani stavamo bene a pascolare le pecore. Poi abbiamo voluto fare un paese industriale... ""paese industriale"". Noi italiani siamo fatti così; ""rossi"", ""neri"", alla fine tutti uguali.”
“Madre: Come sta la Silvia?”