“I figli, dicono, | non basta farli; | v'è la seccaggine | dell'educarli.”
“I figli, dicono, | non basta farli; | v'è la seccaggine | dell'educarli.”
“I figli, dicono, | non basta farli; | v'è la seccaggine | dell'educarli.”
“Il sapersi adattare è una gran virtù! Risparmia infinite molestie, e concilia la benevolenza degli altri.”
“Tenetevi tutti lontani da ogni eccesso e di stile e di passione, e farete cosa utilissima e onestissima.”
“Ho domandato mille volte alla gente cosa significasse un tal proverbio, e così staccato, non me l'hanno saputo dire; ma appena ho chiesto a che proposito lo dicessero, me n'hanno resa subito perfetta ragione; per la qual cosa si può dire che versano dalle labbra una sapienza che non sanno di possedere, come uno si dà a un lavoro, a una fatica, senza avvertire la capacità delle proprie braccia.”
“M'era compagno il figlio giovinetto | d'un di que' capi un po' pericolosi, | di quel tal Sandro, autor d'un romanzetto | ove si tratta di promessi sposi... | Che fa il nesci, Eccellenza? o non l'ha letto? | Ah, intendo: il suo cervel, Dio lo riposi, | in tutt'altre faccende affaccendato, | a questa roba è morto e sotterrato.”
“È settentrional spada di ladri | tòrta in corona.”
“Una sola preoccupazione terrà l'animo mio, ed è questa: che io credo al bene piuttosto che al male; credo molti i buoni e pochi i tristi; credo più nel buon senso che nella dottrina; credo che le vittime vere sieno i persecutori. Queste credenze parranno strane e saranno strane per uno oramai pervenuto agli ultimi anni della gioventù; strane a chi sa che io mi sono, dilettato no, ma dato a pungere i vizi, gli errori e le storture del tempo.”
“Non crepa un asino | che sia padrone | d'andare al diavolo | senza iscrizione.”
“A battesimo suoni o a funerale, | muore un Brigante e nasce un Liberale.”
“Gran disgrazia, mia cara, avere i nervi | troppo scoperti e sempre in convulsione, | e beati color, Dio li conservi, | che gli hanno, si può dire, in un coltrone, | in un coltrone di grasso coi fiocchi, | che ripara le nebbie e gli scirocchi.”
“Girella , | sbrigliando a tavola | l'umor faceto, | perdé la bussola | e l'alfabeto; | e nel trincare | cantando un brindisi, | della sua cronaca | particolare | gli uscì di bocca | la filastrocca: | Viva Arlecchini | e burattini, | grandi e piccini, | viva le maschere | d'ogni paese.”
“Tibi quoque, tibi quoque | è concessa facoltà | di potere in jure utroque | gingillar l'umanità.”