“Peppino Impastato: Sei andato a scuola, sai contare? Giovanni Impastato: Come contare? Peppino Impastato: «Come contare», uno, due, tre, quattro... sai contare? Giovanni Impastato: Sì, so contare. Peppino Impastato: E sai camminare? Giovanni Impastato: So cammina'. Peppino Impastato: E contare e camminare insieme, lo sai fare? Giovanni Impastato: Sì, penso di sì... Peppino Impastato: Allora forza. Conta e cammina. Dai. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto.. Giovanni Impastato: Dove stiamo andando? Peppino Impastato: Forza, conta e cammina! ottantanove, novanta, novantuno, novantadue, Giovanni Impastato: Peppino... Peppino Impastato: Novantatré, novantaquattro, novantacinque, novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e cento! Lo sai chi c'abita qua? Giovanni Impastato: Ammuninne... Peppino Impastato: Ah, u' zu Tanu c'abita qua! Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! «Salutiamo zu' Tanu!» «I miei ossequi, Peppino. I miei ossequi, Giovanni.» E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo! Come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti! Giovanni Impastato: È nostro padre... Peppino Impastato: Mio padre! La mia famiglia! Il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”
“Gaetano Badalamenti: Che è Peppino vuoi mettere sotto a Tano? Ah? Non ci vuoi più bene allo zu Tano? Cesare Manzella: Oh! Cala 'e mano.”
“E i siciliani cavernicoli devono restare?”
“My passeport americano but my heart is siciliano.”
“Cesare Manzella: Oh, oggi l'olio lo raccoglieremo tutti nei tini di acciaio inossidabile. Gasparo: L'olio nel ferro? Sarà. Ma io continuo a conservarlo nelle giarre di terracotta. Cesare Manzella: Zu Gasparo, tu uomo di passato sei. Fussi pittìa ancora nell'età della pietra saremmo. Oggi l'agricoltura bisogna farla con sistema industriale. Gasparo: E i piccioli che ci vogliono? Cesare Manzella: Iècierto che ci vogliono i piccioli... Ennoi ce li faremo dare dalla reggione. Gasparo: Tutti cunnuti sono! Cesare Manzella: Zu Gasparo, fatti furbo, non votare più per il re, oggi abbiamo la repubblica, la democrazia.”