“Verso la fine del secolo passato si videro nascere intendimenti ostili alla croce e una filosofia desolante parve non cercasse salute che nella negazione. Questa filosofia irruppe anche nel dominio economico, dov'essa gittò il motto: Lasciate fare, lasciate passare. Vale a dire: lasciate che ciascuno agisca come gli pare e piace; tutto s'accomoderà per il meglio. Questa dottrina era certo la figliuola di quella corrente fredda e senza cuore, cui un giansenismo avvelenato avea aperto la via e nella quale Voltaire e Rousseau aveano celebrato i loro trionfi. E come si son realizzate le fallaci speranze di quegli apostoli ampollosi della liberta? Oggi, dopo un secolo, noi abbiamo la messe quale sbocciò dai loro principii. Noi assistiamo a una lotta selvaggia di interessi, simile al passaggio della Beresina, che soltanto l'ardito cavaliere riesce a superare, ma dove migliaia e migliaia d'uomini periscono miseramente sotto l'unghia del cavallo. È una lotta terribile per la esistenza; gli uomini della rivoluzione francese han sorpassato sotto questo rapporto Darwin e la sua dottrina.”
“La fame non è né cattolica né protestante: e perciò viene in aiuto per risolvere queste questioni, deve essere il benvenuto, di qualunque confessione religiosa faccia parte, sia ch'egli appartenga alla scuola di o a quella di Lassalle, sia ch'egli creda invece nell'Evangelo di Cristo.”
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