“Eco è stato un grande studioso dei generi e uno dei primi ad analizzare il DNA delle storie di 007, a sviscerare il senso di quelle di Batman e a destrutturare la feuillottonistica italiana e internazionale che è alla base del noir. Ha messo alla prova anche se stesso come scrittore di genere con romanzi come Il nome della Rosa e Il pendolo di Foucault, che hanno fatto scuola a livello internazionale. Senza quei romanzi non sarebbero mai potuti nascere casi letterari longevi come quelli di Fratello Cadfael di Ellis Peters e nemmeno quello di Dan Brown col suo Codice da Vinci. Ogni volta che ho intervistato un autore internazionale, Umberto Eco è stato uno degli autori più ricorrenti che mi hanno citato per fare riferimento al thriller di scuola italiana. Per quanto riguarda il giallo, spesso mi hanno parlato della loro passione per Leonardo Sciascia.”
“Nel giallo la dimensione personale è determinante. Non ho misteri né situazioni da incubo da raccontare, ma agli aspiranti giallisti consiglierei di farsi un giro nei cunicoli sotto la Stazione Centrale di Milano. Poi mandatemi il manoscritto.”
“King ha saputo raccontare eventi straordinari in contesti di vita ordinaria. Storie terribili che accadono nel tuo quartiere. Il tuo vicino potrebbe essere un alieno, un serial killer o un vampiro. Spostando l’horror nella quotidianità, ha saputo rinnovarlo e trascenderlo. Inoltre ha avuto la fortuna di iniziare a pubblicare nel momento giusto, dopo il successo di un film come L’esorcista, quando c’era una forte richiesta di storie credibili ad alto tasso di adrenalina.”
“Raffaele Crovi”
“Vi sembrerà strano sapere che mi ricordo di ognuno libro che ho in casa perché l’ho acquistato o ricevuto da recensire. Ne ricordo in contenuti e persino molte delle copertine. Come per i dischi sono abituato a riconoscere i titoli dalla costa che di solito è sempre colorata ed evidenziata. Ho anche decine di libri che non ho mai aperto per problemi di tempo contingente, ma sapere di averli in casa mi tranquillizza perché nel caso decidessi di leggerli ed esplorarli so che li ho a portata di mano.”
“Sono convinto che uno scrittore che ragiona per generi sia fuori strada. L'idea stessa di costringere uno scrittore entro confini predefiniti mi è aliena.”