Clergyman's

Over 1.5 Million "Quote" Cards

Una donna per esperienza conosce quel modo della creazione che consiste nel mettere al mondo una creatura generandola dalle proprie viscere. Qui invece a partorire è un maschio e il gesto, osservato dal punto di vista femminile, introduce alla prima e fondamentale e imperdonabile trasgressione dei confini di genere: che un uomo dia la vita non è l'esperienza comune della specie umana, dove la prima fondamentale divisione si ordina per l'appunto in rapporto alla differenza della prestazione sessuale, che destina la donna, e non l'uomo, a farsi grembo della riproduzione.
- Nadia Fusini

SAVE:
DESIGN:
CUSTOM BG:
FONT:
RATIO:
RES:
BG
PAT
TEXT
FRAME

Una donna per esperienza conosce quel modo della creazione che consiste nel mettere al mondo una creatura generandola dalle proprie viscere. Qui invece a partorire è un maschio e il gesto, osservato dal punto di vista femminile, introduce alla prima e fondamentale e imperdonabile trasgressione dei confini di genere: che un uomo dia la vita non è l'esperienza comune della specie umana, dove la prima fondamentale divisione si ordina per l'appunto in rapporto alla differenza della prestazione sessuale, che destina la donna, e non l'uomo, a farsi grembo della riproduzione.
- Nadia Fusini

Rivisitando il ""gotico"", e incrementando il tono del terrore, Mary Shelley apre una vena del tutto nuova, fantascientifica. Al centro del racconto qui non c'è un'eroina perseguitata e piena di coraggio che scappa attraverso foreste infestate di banditi, finisce in prigioni tenebrose, in camere segrete, in castelli inaccessibili. Nella letteratura ""nera"" così finivano le giovinette ignare, che incorrevano il male per volontà di sfuggirgli. L'immagine della fanciulla in fuga, della dolcezza molestata, della debolezza tormentata, dell'innocenza vilipesa era centrale nel romanzo gotico, dove per gotico si intendeva precisamente questo gusto horroroso. Qui invece, a finire in spazi tenebrosi, è un uomo di toppe e stracci, creato artificialmente da un altro uomo, sfruttando l'energia elettrica della Natura che s'accende in una notte di tempesta.
- Nadia Fusini

Rivisitando il ""gotico"", e incrementando il tono del terrore, Mary Shelley apre una vena del tutto nuova, fantascientifica. Al centro del racconto qui non c'è un'eroina perseguitata e piena di coraggio che scappa attraverso foreste infestate di banditi, finisce in prigioni tenebrose, in camere segrete, in castelli inaccessibili. Nella letteratura ""nera"" così finivano le giovinette ignare, che incorrevano il male per volontà di sfuggirgli. L'immagine della fanciulla in fuga, della dolcezza molestata, della debolezza tormentata, dell'innocenza vilipesa era centrale nel romanzo gotico, dove per gotico si intendeva precisamente questo gusto horroroso. Qui invece, a finire in spazi tenebrosi, è un uomo di toppe e stracci, creato artificialmente da un altro uomo, sfruttando l'energia elettrica della Natura che s'accende in una notte di tempesta.
- Nadia Fusini

Più che tragica, dalla parte della creatura, la vicenda è patetica. Romanticamente il mostro vorrebbe comunanza, società: vorrebbe appartenere a una comunità, essere come tutti gli altri. La sua eccezionalità gli pesa. La sua unicità è un danno. Gli rende impossibile la vita. E impraticabile la bontà. Come può essere buono chi è solo al mondo, privo di un altro simile in cui specchiarsi e amarsi? Chi venga abbandonato, rifiutato? Come stupirsi che diventi malvagio colui al quale per nascita la felicità è negata? Il mostro è una vittima.
- Nadia Fusini

SAVE:
DESIGN:
CUSTOM BG:
FONT:
RATIO:
RES:
BG
PAT
TEXT
FRAME

Più che tragica, dalla parte della creatura, la vicenda è patetica. Romanticamente il mostro vorrebbe comunanza, società: vorrebbe appartenere a una comunità, essere come tutti gli altri. La sua eccezionalità gli pesa. La sua unicità è un danno. Gli rende impossibile la vita. E impraticabile la bontà. Come può essere buono chi è solo al mondo, privo di un altro simile in cui specchiarsi e amarsi? Chi venga abbandonato, rifiutato? Come stupirsi che diventi malvagio colui al quale per nascita la felicità è negata? Il mostro è una vittima.
- Nadia Fusini

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

SAVE:
DESIGN:
CUSTOM BG:
FONT:
RATIO:
RES:
BG
PAT
TEXT
FRAME

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

SAVE:
DESIGN:
CUSTOM BG:
FONT:
RATIO:
RES:
BG
PAT
TEXT
FRAME

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

SAVE:
DESIGN:
CUSTOM BG:
FONT:
RATIO:
RES:
BG
PAT
TEXT
FRAME

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

SAVE:
DESIGN:
CUSTOM BG:
FONT:
RATIO:
RES:
BG
PAT
TEXT
FRAME

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

SAVE:
DESIGN:
CUSTOM BG:
FONT:
RATIO:
RES:
BG
PAT
TEXT
FRAME

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

SAVE:
DESIGN:
CUSTOM BG:
FONT:
RATIO:
RES:
BG
PAT
TEXT
FRAME

Sono passati gli anni, ben due secoli, abbiamo provato ben altri terrori, altre maschere maligne hanno solleticato e insieme catarticamente liberato le nostre più intime paure, ma Frankenstein rimane uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici mai scritti. Può colpire nella scrittura un tono a volte scolastico, antiquato, irritare una certa indulgenza all'iperbole, annoiare una certa tendenza a disseminare qua e là citazioni forse fin troppo dotte; può sembrare poco credibile, addirittura farci sorridere l'idea che il mostro si istruisca fino a rendersi capace di leggere gli stessi libri che sta leggendo Mary, e cioè il Paradiso perduto, le Vite di Plutarco, I dolori del giovane Werther. Ma al di là del tono a volte enfatico che lo allontana dal nostro gusto moderno, il romanzo di Mary Shelley è, in realtà, modernissimo. E più forte degli echi miltonici, o alla Coleridge, più forte ancora vibrano in esso anticipazioni di accordi nuovi, alla Poe, alla Melville, che aprono alla science fiction a venire, alla scienza e alla narrativa moderna.
- Nadia Fusini

Abhijit Naskar (1125) Abraham Lincoln (1397) Albanian (1935) Albert Camus (1800) Albert Einstein (2916) Ambrose Bierce (1138) Anonymous (1505) Arthur Schopenhauer (1753) Barack Obama (2150) Bertrand Russell (1559) Billy Graham (1992) Bob Dylan (1085) Bryant McGill (1170) Bulgarian (13181) C. S. Lewis (1431) Cassandra Clare (1183) Catalan (3784) Charles Bukowski (1237) Croatian (16737) Czech (22963) Dada Bhagwan (1148) Danish (2386) Debasish Mridha (6601) Deyth Banger (1252) Donald Trump (2337) Dutch (3918) Emil Cioran (1903) English (371280) Estonian (35089) Finnish (15865) Francois de La Rochefoucauld (1321) French (20723) Friedrich Nietzsche (3272) George Bernard Shaw (1713) George Orwell (1486) George W. Bush (1377) German (22924) Greek (5356) Haruki Murakami (1128) Hebrew (68733) Henry David Thoreau (1468) Hindi (2311) Honore de Balzac (1193) Hungarian (11817) Immanuel Kant (1270) Indonesian (4748) Israelmore Ayivor (2078) Italian (207069) Jair Bolsonaro (2066) Japanese (6304) Jean-Paul Sartre (1139) Johann Wolfgang von Goethe (1778) Jr. (1549) Karl Marx (1258) Korean (13816) Lailah Gifty Akita (10641) Leonardo da Vinci (1404) Letitia Elizabeth Landon (1129) Lithuanian (18580) Macedonian (3047) Mahatma Gandhi (1250) Mark Twain (2355) Martin Luther King (1127) Matshona Dhliwayo (2260) Mehmet Murat ildan (1972) Michel de Montaigne (1193) Norwegian (5812) Oscar Wilde (3916) Paulo Coelho (1558) Persian (40551) Polish (163509) Portuguese (35683) Ralph Waldo Emerson (2100) Richelle E. Goodrich (1109) Romanian (4430) Russian (57218) Samuel Johnson (1157) Shannon L. Alder (1096) Slovak (8086) Slovenian (2754) Spanish (35704) Stephen King (2052) Steve Maraboli (1239) Sunday Adelaja (5891) Swedish (4650) Tamil (2436) Telugu (1714) Terry Pratchett (1280) Thai (1144) Thomas Jefferson (1117) Turkish (54649) Ukrainian (19016) Unknown (6706) Victor Hugo (1134) Vietnamese (2562) Voltaire (1625) William Shakespeare (2517) Winston Churchill (1647) Woody Allen (1334) سید محمد خاتمی (1960)