Era sempre vestita di bianco, minuta come uno scricciolo, apparentemente asessuata. Lei, Emily Dickinson, la poetessa, oltre duemila composizioni, in una vita da reclusa, ad Artiherst, poche case fra i gelsomini selvatici, nel New England. Una vita da reclusa fra torte e pane al forno, poche visite ed amicizie, tante lettere. Una «single» ante litteram che sublimava nei versi ardori e desiderio d'infinito, una comunione cosmica, una dedizione totale all'inesprimibile. Una vita così, all'apparenza, priva di mistero che inevitabilmente non può che nascondere misteri: autoerotismo, omosessualità, ménage à trois. Il tutto celato in quell'aura vittoriana di perbenismo, anoressia sessuale.
- Nico Orengo
È da sempre montagna di misteri, isolata, solitaria, niente affatto regale come il Monviso, ma piuttosto tetra, spoglia, vulcanicamente magmatica. Alone di sacro. È la montagna dove a Costantino apparve, luminosa, la scritta «In Hoc Signo Vinces», che lo convinse a convertirsi al cristianesimo. Montagna dove l'alone di sacro viene continuamente minacciato da culti intrisi di paganesimo, memorie lontane di riti celtici che hanno lasciato ermetiche e protette testimonianze, fra coppelle e sculture.
- Nico Orengo
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